Studio Romitilegno ©

 

Studio Romitilegno ©
Consulente tecnico del legno, esegue perizie e stime di danni, assiste in procedure giudiziali ed extragiudiziali.
www.romitilegno.it


Studio Romitilegno ©
di Alessandro Romiti

 

foto Alessandro Romiti

Avvalendosi di una proficua esperienza professionale del titolare (learning by doing) e della più aggiornata conoscenza del settore lo studio ROMITILEGNO offre consulenze tecniche relative alle diverse problematiche del legno, suoi derivati ed affini. L’attività è condotta anche in qualità d’ausiliario del Giudice Istruttore presso diversi uffici giudiziari (Firenze, Pistoia, Prato, Siena, Lucca, etc...) per valutazioni tecniche inerenti controversie in istruttoria di vertenze giudiziali. In qualità di C.T.U. svolge inoltre incarichi di stima relativi alla valutazione economica del complesso di beni mobili d’aziende di settore soggette a procedure concorsuali. Collabora con riviste tecniche di settore (Mondo Legno, Serramenti & Falegnameria, Materiali Edili, Il Posatore, Legnolegno, Imago) nelle quali cura la realizzazione di articoli divulgativi e specifiche rubriche inerenti le problematiche della commercializzazione, la lavorazione ed il restauro di manufatti in legno. E’ direttore responsabile del periodico “Professione Periti” organo informativo di collegamento del Collegio Toscano Periti Esperti Consulenti, commissario coordinatore del Corso di Metodologia Scientifica Peritale nel Giusto Processo, promosso dal Collegio Toscano Periti in Firenze www.ctu.it

Il Mogano come non lo avete mai veduto!

Pianta del Mogano

Contenziosi commerciali:

il perito giudiziale è una figura indispensabile per assicurare il corretto approccio metodologico nella consulenza disposta dal Tribunale.

Gli istituti dell’accertamento tecnico preventivo (ATP) e della perizia valutativa (CTU) hanno visto crescere il numero delle aziende del comparto legno per serramenti, parquet, coperture e arredi, in onerosi e defaticanti contenziosi giudiziali. Il legno è materiale complesso e assortito in numerose specie: ciò rende la perizia d’Ufficio una sorta di campo minato per come spesso viene affidata a professionisti genericamente applicati nel vasto mondo dell’edilizia. Il risultato finale è spesso fuorviante se non esplosivo per la mancanza degli elementi utili alla corretta conduzione della controversia che - non appena avviata - alcune volte sembra già volgersi in una pericolosa direzione. La scena è nota: il perito – talvolta mancante di ogni specifica competenza - assume atteggiamenti investigativi presupponenti e autoreferenzianti procedendo intuitivamente (cioè in piena discrezionalità), nella definizione d’importanti variabili legate alla complessità tecnologica del materiale, piuttosto che all’ambiente o – si pensi ai serramenti – alle peculiari funzioni prestazionali contenute nel prodotto. E’ così che egli riverserà la sua attenzione sulle parti in causa e l’una (l’azienda), sarà valutata non per quello che ha “prodotto” (il manufatto da periziare), ma per quello che è “stata” e cioè l’appaltatore/fornitore. Tale approccio è pericoloso perché illogico ed estraneo al mandato conferito; esso genera effetti fuorvianti in modo tanto maggiore quanto maggiore è la grandezza dell’impresa o il valore della fornitura conducendo inoltre un prevedibile risultato: una perizia parziale, illogica (spesso cerchiobottista) che farà ricorso a deduzioni tecniche approssimative se non addirittura infondate. L’ampio il ricorso a formule deduttive basate su massime d’esperienza, intuizioni o “processi alle intenzioni” delle parti, farciranno così l’elaborato e caricandolo di pregiudiziali che impediranno la corretta definizione della lite nella quale vi trovate - anche vostro malgrado - coinvolti. La figura del Consulente Tecnico di parte (CTp) diviene strategica nel controllo dell’operato del perito d’Ufficio: questo dovrebbe ricercare e applicare il migliore metodo per “allontanarsi dall’errore” ma, più spesso, non dispone nemmeno delle basilari competenze per distinguere le specie legnose conifere dalle latifoglie! Per ciò è importante avvalersi della collaborazione di un professionista nell’applicazione dei protocolli di metodo, capace di sostenere le argomentazioni che assicurino massima tutela nella procedura di rilevazione dei dati, espressione del contraddittorio e definizione delle valutazioni utili alle valutazioni di merito del Magistrato. Lo studio Romitilegno® offre specificamente questa competenza, conoscendo la tecnica dei processi di lavorazione e i materiali derivati, disponendo per ciò di specifica competenza metodologica; sia che siate costretti a un’azione di tutela come attori o che vi siate chiamati come convenuti la capacità d’affermare le “vostre ragioni” sarà proporzionata all’esito dell’iter peritale, cristallizzato nell’elaborato d’Ufficio.

foto Alessandro Romiti

Tale procedura permetterà di esprimere il contraddittorio con un c.t. fiduciato al fine d’affermare la difesa degli elementi d’interesse tecnico utili.
Potrete ricevere un progetto di notula per ogni vostra esigenza senza impegno alcuno, richiedendo un parere tecnico preliminare alla valutazione di una controversia che sarà sicuramente gradita al Vs. Ufficio legale. Concludo però auspicando di non conoscerVi mai: ciò Vi affermerà indifferenti al problema del contenzioso commerciale e quindi - in questo caso - gradite i miei più sinceri complimenti!
Con viva cordialità

Alessandro Romiti

Quando il Giudice è illuminato (il perito non potrà essere da meno!)

“(omissis)...e veniamo, quindi , al secondo ordine di ragioni. In coerenza con i moderni approdi di concezione post-positivista della scienza, è infatti indispensabile garantire (nel senso più completo possibile) il contradditorio fra le parti non solo e non tanto come forma di garanzia formal/processuale (nell’ambito del disposto giudizio abbreviato tutti gli atti tecnico/valutativi di parte depositati sono, infatti, validi e utilizzabili ai fini della decisione), quanto come “metodo di conoscenza” (concetto quest’ultimo, utilizzato anche da uno dei più autorevoli filosofi della scienza K.R. Popper): ovvero, come valore sostanziale per valutare, secondo un approccio critico il più completo e articolato possibile, l’attendibilità di ipotesi tecnico/scientifiche oggetto di analisi. Non bisogna, infatti, dimenticare – secondo un dato epistemologico ormai accreditato – che nell’osservazione e valutazione di un certo fatto, l’osservatire tende ad avere già formulato a monte le proprie ipotesi e quindi l’osservazione empirica, essendo carica di aspettative, ben può essere letta a sostegno delle proprie ipotesi di partenza senza per questo riuscire a fondare, data la parzialità e incompletezza dell’analisi condotta, una regola scientifica ragionevolmente certa. Se queste considerazioni epistemologiche le applichiamo alla valutazione della prova scientifica nel processo penale accusatorio fondato sulla parità assoluta delle parti, è ben presente il rischio, specie laddove il materiale istruttorio sibasi prevalentemente su evidenze empiriche e sulla conseguente ricerca di una legge scientifica a base induttiva, che le stesse siano differentemente lette e valutate a seconda della più che legittima (peraltro) prospettiva di parte (accusatoria o difensiva adottata). Di queste considerazioni assume....(omissis)

(Estratto dalla sentenza del Dott. Stefano Vitelli GIP nel processo contro Alberto Stasi, per l’omicidio di Garlasco, Tribunale di VIGEVANO del 30 Aprile 2009 RGNR 2025/07 –1699/07 RG Gip)  


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