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“Le città fanno un effetto desolante quando
ad esse si passa davanti col treno,
le case dei contadini sono tutte rovinate dal momento che i proprietari
hanno tolto le vecchie finestre per mettere al loro posto delle finestre
di plastica nuove e di pessimo gusto”
da “Il soccombente” di T. Bernhard
Gli arredi da spiaggia:
legno o alluminio?
Studio Romitilegno®
Una controversia insorta sulla qualità di una partita d’arredi
da spiaggia permette di svolgere una serie di considerazioni di carattere
tecnico sull’aspetto discriminante, ovvero la natura del materiale
impiegato per la loro costruzione…….
Prima parte
Scegliere “qualcosa” è innanzitutto consapevolezza
di dover rinunciare a “qualcos’altro” fatto certo
che, il prodotto di buon gusto, difficilmente é coniugato al
vantaggio tecnologico, oggidì molto apprezzato.
La citazione s’adegua certamente a tutti coloro cui sarà
capitato di procedere nella scelta di un bene o di un servizio, disponendo
d’una serie d’offerte analoghe agli effetti funzionali ma,
con differenze estetiche (da sempre connotative dello stile) considerate
come secondarie nella scala dei fattori adottati per la valutazione
di merito.
In questo frangente, la consapevolezza e maturità che il compratore
potrà applicare è proporzionata alla più naturale
competenza acquisita nel tempo, ovvero l’esperienza.
L’acquisto di sedie, lettini e sdraio è spesso condizionata
dalla perplessità a confrontarsi sulla scelta del materiale da
costruzione degli arredi dove, il calore e la bellezza del legno si
scontrano con l’indiscutibile praticità e durabilità
dell’alluminio.
Gli indici dei volumi di vendita degli operatori, sono tali da esprimere
indiscutibilmente la preferenza del “mercato” per quest’ultimo
materiale che è vincente in un rapporto di volumi stimato di
circa 13 a 1(a).
Scopo della presente nota è quello di proporre una valutazione
critica delle peculiarità e dei limiti del legno, svolgendo con
la dovuta onestà intellettuale le opportune comparazioni con
il certamente più tecnologico alluminio.
I CRITERI DI VALUTAZIONE.
La verifica della convenienza viene spesso risolta con una valutazione
empirica sul rapporto qualità/prezzo del bene o del servizio,
avvalendosi di sensazioni soggettive (se non epidermiche), provenienti
da precedenti esperienze, oltre ché degli eventuali consigli
del rivenditore.
Il glossario predisposto (nella seconda parte) permette di riflettere
sul preciso significato d’alcuni termini, spesso applicati impropriamente
nella dialettica della compravendita ma utili per distinguere i vari
fattori che, posti intorno all’accertamento della qualità,
regolano il contenuto del rapporto commerciale.
Altro parametro interessante agli effetti della verifica delle caratteristiche
tecniche è la completa assenza di normative tecniche UNI ed eventuali
marcature CE sull’intera categoria di prodotti, qualunque sia
il materiale impiegato.
LA SCELTA: OPPORTUNITA’ O DILEMMA?
Da molti anni la disponibilità delle nuove leghe d’alluminio
ha permesso la costruzione di prodotti assolutamente impareggiabili
in quanto al principale dei requisiti offerti dal molto tecnologico
materiale: l’efficienza strutturale.(b)
Si pensi solo alle chiglie delle imbarcazioni da diporto o ai serramenti,
oltre agli arredamenti da esterno che non potevano certamente risultare
esclusi da tale sviluppo della tecnica applicata alla produzione.
Tale disponibilità è consolidata sul mercato e ogni acquirente
la considera per le valutazioni di merito portate sulle caratteristiche
funzionali, prime a essere ponderate nella scelta, comparandole a quelle
offerte dal materiale da sempre conosciuto: il legno.
Questo ha un calore proprio che associato alla sua naturalità
lo rendono apprezzato da chiunque e ovunque (nessuno sarà disposto
a dirvi che il legno non gli piace ma, che è più difficile
da manutenzionare!). Ciò nonostante, le ragioni di vantaggio
economico espresso nei minori costi di manutenzione della lega di metallo
e la diversa durata di vita media diventano prevalenti e sufficienti
a far preferire i manufatti in alluminio.
La scelta sarà anche un’opportunità giustificata
dalla possibilità di ricerca di uno stile che si concluderà,
spesso banalmente, in una mera valutazione di convenienza economica.
IL LEGNO, UN NOBILE MATERIALE.
Uno dei requisiti utili all’ottenimento del comfort è certamente
quello di vivere un ambiente naturale, prima testimonianza delle istanze
della “bio-architettura”(c) e per questo tale da esprimere
sensazioni di naturalità, applicate nella costruzione di manufatti
nell’armonia e coordinamento delle linee di progetto per la costruzione
dei vari ambienti.
Questo concetto è ben espresso dalla crescente diffusione d’accessori
e componenti in canna di bambù(d) per la costruzione di gazebo
o coperture che, oltre a una intrinseca naturalità esprimono
un forte sapore coloniale, giustificato dalla loro provenienza esotica
e dalla peculiare tipologia costruttiva, vero e proprio archetipo slegato
da ogni pretesa: la capanna.
Nella scala dei valori, il bambù e il rattan(e) (conosciuto anche
come midollino) definiscono grazie al loro contenuto messaggio il maggiore
indice di gradimento agli effetti dello stile e comfort nella qualità
del contesto d’arredo, contrapponendosi diametralmente alla produzione
in lega d’alluminio.
Il legno, grazie alla vastità di specie disponibili soddisfa
un analogo gradimento, risultando molto versatile ad ogni ambiente di
progetto, nessuno escluso, confermandosi il più nobile dei materiali;
ovunque apprezzato testimone dei contenuti di genuinità, biocompatibilità,
eleganza e pregio per certe specie legnose tropicali quali, il Teck
e il Mogano.
Delineando e conferendo automaticamente un’immagine di qualità
in proporzione a questi significati, risulta ideale per la costruzione
di manufatti quali sono quelli d’arredo della casa, il giardino
e della spiaggia.
Se pur svantaggiato in quanto a caratteristiche di tipo tecnico legate
all’efficienza strutturale(b) dell’intero manufatto (il
sistema telaio), il legno conserva comunque un proprio valore: dall’origine
dell’umanità è il “materiale” per antonomasia
e, per questo, evoca significati di tradizionalità, ai quali
nessuno potrà dirsi indifferente se intende elevare il comfort
dell’arredo di uno stabilimento balneare.
Fra le principali caratteristiche che lo distinguono dalla lega d’alluminio,
vi è il basso coefficiente di conducibilità termica(K):
non essendo per questo soggetto al surriscaldamento dovuto all’irraggiamento
è sempre piacevolmente maneggevole e avvicinabile al contatto.
Su questi presupposti, hanno certamente fatto riferimento i proprietari
di uno stabilimento balneare per la scelta delle sdraio dell’intero
arredo spiaggia, poi fatta oggetto di un procedimento di ATP (Accertamento
Tecnico Preventivo) per la qualità delle diverse componenti.
La vicenda trattata quale tecnico ausiliario del Giudice del competente
Tribunale mi permette di svolgere alcune riflessioni sulle problematiche
di carattere tecnico collegate alla qualità degli arredi del
nobile legno comparandole a quelle del più tecnologico alluminio.
L’intera fornitura era stata effettuata per una quantità
di oltre trecento pezzi costruiti in Faggio, assortiti in tre tipi di
seduta lettino, sdraio e regista. Le prime lamentele si sono avute durante
la prima stagione balneare a seguito d’inaspettate rotture d’alcuni
componenti di telaio delle sedie sdraio e dei lettini prendisole limitatamente
a sei pezzi, ovvero circa il 2% della fornitura.
La contestazione principale era quindi connessa allo sviluppo di vizi
occulti verosimilmente legati a caratteri intrinsechi del materiale.
L’impresa fornitrice non ha mancato di provvedere alla sostituzione
dei pezzi danneggiati, dichiarandone congrua la loro quantità
in relazione alla grandezza della fornitura.
Quest’iniziativa, prestata in regime di garanzia non ha rassicurato
in modo definitivo la parte acquirente che, dopo le contestate rotture
“strutturali” e altre alterazioni(g) dell’aspetto
dei telai, aveva avviato un severo controllo dello stato dei vari manufatti
sospettati di essere viziati da una latente, imprecisata, ma generica
e diffusa difettosità.
In realtà le rotture “strutturali” dei vari componenti
non si verificarono ulteriormente, limitando così il danno ai
pochi pezzi già sostituiti. Dopo la prima stagione, si manifestarono
altre alterazioni di poco conto, quali sono, la lieve deformazione d’alcune
componenti di telaio, la decolorazione del supporto, la perdita di rigidità
degli snodi “frizionati” dei tettini ombreggianti (compassi),
certe anomalie della superficie dei montanti e comunque, il tutto, tale
da far ritenere sussistente una generale mancanza della qualità
“promessa” e oggi “pretesa” nell’avvenuta
compravendita.
Compito del tecnico incaricato dell’accertamento di qualità
sulla categoria di beni è quello di censire lo standard avvalendosi
d’elementi che siano effettivamente riconducibili a caratteri
obbiettivi dei manufatti telai avvalendosi, per quanto possibile, di
poche norme tecniche generiche disponibili.
QUALI NORME TECNICHE?
L’acquirente aveva avviato un’azione giudiziale denominata
ATP (Accertamento Tecnico Preventivo) preliminare all’instaurarsi
di una controversia e per questo, gli uffici legali aprirono la lite
con contrapposizione sulla presunta tardiva denunzia degli stessi avvenuta
a oltre un anno dalla consegna, con la possibilità di diversi
esiti per l’intrapresa controversia giudiziale (per l’intervenuta
prescrizione del formale termine di denuncia dei vizi).
L’esito dell’accertamento è stato preceduto da un’ampia
verifica sullo “Stato dell’Arte” relativo agli insoliti
manufatti, fatto certo che non esiste sorta di documento normativo o
letteratura tecnica sulla catalogazione di tipologie di difetto applicato
alla “Regola d’arte” delle, certamente insolite, sedute.
Ciò è riconoscibile nella natura minimale del prodotto
ad uso plein-air e per questo deregolata rispetto allo standard di finitura
atteso, per esempio, nel mobile d’arredamento per interni.
Nel contratto(f) di compravendita non erano state precisate le caratteristiche
tecniche utili all’inquadramento prestazionale dei prodotti, risultando
la compravendita intercorsa tra le parti, ben definita per quantità
e tipologie di prodotto senza particolari prescrizioni esplicative sui
caratteri eminentemente tecnici.
Per questo, sfruttando la disponibilità e collaborazione dei
CTP ritualmente nominati ho promosso la definizione di un protocollo
tecnico esclusivamente dedicato e tale da permettere di procedere nella
delicata attività peritale col conforto di un documento convenzionato,
certamente utile alla determinazione dei diversi livelli delle alterazioni(g)
eventualmente riscontrate sui manufatti.
Al riguardo sono state anche consultate le norme tecniche EN 351-1 (metodo
di classificazione della penetrazione e ritenzione del preservante nei
legnami impregnati) e la norma EN 335 la quale, definisce cinque differenti
classi di rischio biologico e i relativi requisiti di durabilità
naturale in relazione alle condizioni di servizio.
Per la durabilità naturale del legno ai funghi agenti di carie
sono state definite cinque classi:
1 molto durabile
2 durabile
3 moderatamente durabile
4 poco durabile
5 non durabile
La tabella seguente richiama le classi di durabilità secondo
la norma EN 350-1, nella quale sono considerate una
generalità di specie legnose(h), peraltro non tipicamente adottate
per la costruzione di tali manufatti, ove le specie latifoglie esprimono
maggiore durabilità rispetto alle specie conifere.
| Conifere |
Classe |
Latifoglie |
Classe |
| Abete bianco |
4 |
Castagno |
2 |
| Abete rosso |
4 |
Framirè |
2-3 |
| Cedro rosso (W. red cedar) |
2 |
Iroko |
1-2 |
| Douglasia (Nord america) |
3 |
Meranti dark red |
2-4 |
| Douglasia (Europa) |
4 |
Meranti light red |
3-4 |
| Hemlock |
4 |
Meranti yellow |
4 |
| Yellow pine |
3 |
Meranti white |
5 |
| Larice |
2 |
Mogano Sapelli |
3 |
| Pino silvestre |
3-4 |
Niangon |
3 |
| Pino silano |
4-5 |
Rovere |
2 |
UN PROTOCOLLO “CONVENZIONALE”
Il protocollo redatto dalla “terna peritale” (oltre allo
scrivente erano nominati dalle parti rispettivi C.T.P.) ha definito
i caratteri e requisiti di contenuto tecnico indispensabile agli effetti
del riconoscimento del probabile scostamento dall’ordinarietà
distinte nelle categorie d’anomalia e difetto, quest’ultima
distinta nella natura palese od occulta.
ANOMALIE:
- Alterazione della colorazione del legno, già trattato con
impregnanti tonalizzati, si manifestavano diverse zone striate grigie,
ove il colorante dato non aveva avuto un’efficace penetrazione
ed il supporto si avviava a sviluppare la naturale colorazione grigia
tipica dell’azione svolta dall’usura associata alla radiazione
luminosa.(rif. foto 10)
- Perdita della “frizione” necessaria per il sostegno
del tettino parasole dei lettini. La frizione è assicurata
tramite delle rondelle tipo a molla glover e, l’azione di ritiro
della sezione avviata nel legno dall’esposizione in ambiente
secco aveva modificato le sezioni dei telai, riducendo parzialmente
l’attrito esercitato dalla vite di congiunzione e le relative
rondelle aperte. Il tettino manovrato a “compasso”, non
si manteneva in equilibrio nella posizione richiesta per ombreggiare,
impedendone l’uso, richiedendosi una lieve azione sulle viti
di collegamento che avrebbe immediatamente ripristinato la necessaria
azione frenante. (rif. foto 7)
- Rullature diffuse sulle aste dei telai. Tali rullature presenti
su diverse parti dei traversi erano conseguenti ad un’inadeguata
lavorazione di piallatura a spessore(i) del componente e da una successiva
scarsa levigatura(l) che, avrebbe eliminato l’anomalia. La deformazione
non presentava tali consistenze da alterare sensibilmente l’efficienza
strutturale(b) del componente, il quale, era solo superficialmente
irregolare. I manufatti risultati interessati a tale anomalia erano
complessivamente inferiori al 3%.
- Deformazioni di 1° livello. Tali deformazioni erano sviluppate
sulle aste componenti (montanti(m) e traversi(n)) i telai ma, non
ne pregiudicavano minimamente la loro funzionalità e conseguente
utilizzazione (rif. foto 5). I manufatti interessati a tale anomalia
erano complessivamente circa il 7 % della fornitura.
DIFETTI
- Deformazioni di 2° livello. Tali deformazioni erano sviluppate
su montanti(m) dei soli lettini prendisole, apparendo tali da impedire
una completa manovra dei telai di supporto (zampe) per la corretta
chiusura del telaio. I manufatti interessati da tale anomalia sono
risultati complessivamente 5 sull’intera fornitura rientrando
così nel solo 2% della percentuale riferibile.
- Rotture del legno con lacerazione. Tale difetto, correlato ad un’alterazione
morfologica del materiale risultava occulto e non ammissibile per
la sicurezza del manufatto. Nessun manufatto è stato riconosciuto
gravato da tale difetto.
E’ opportuno ricordare, che i manufatti periziati, sono prodotti
finiti con peculiari caratteristiche estetico-funzionali, dovute congiuntamente
alla natura del materiale impiegato, al processo di lavorazione (e quindi
alla tipologia costruttiva) e alla modalità d'uso e/o di mantenimento
nel plesso di destinazione, ovvero alla cautela e diligenza osservata
del conduttore alla conservazione dei manufatti nello stabilimento che
comunque, nel caso di fattispecie, non poteva dirsi venuta a mancare.
Le anomalie così come sono state censite non hanno nessun interesse
alle valutazioni del merito del giudizio, riconoscendosi come congrue
ed ammissibili alla categoria d’arredi, ovvero rientrando in quella
che risulta un’alterazione fisiologica allo standard prevedibile
e convenzionato. Gli unici parametri effettivamente significativi potrebbero
altresì essere quelli classificati nella categoria dei difetti
ma, la loro scarsa consistenza riconduce la fornitura degli arredi ad
un ambito di sicura normalità.
La vita media di un manufatto di legno è certamente minore della
corrispondente in alluminio e richiede una maggiore manutenzione, principalmente
riconoscibile nel ripristino delle vernici impregnanti adottate per
il supporto legnoso e il consolidamento dei telai. La destinazione d’uso
in ambiente asciutto e fortemente irraggiato, rende il legno un materiale
automaticamente protetto dall’azione d’insetti e funghi
xilofagi i quali richiedono, per il loro sviluppo, un contenuto medio
d’umidità(o) nel range dal 20 al 40 %, impossibile dal
verificarsi, nella sabbia della spiaggia assolata.
LE SDRAIO, I LETTINI, LE REGISTA DI LEGNO.
Gli operatori più esperti (……e ahimè, anche
più anziani) si ricorderanno come prima dell’avvento dell’alluminio,
esistevano solo le produzioni di legno, sulle quali provvedevano a condurre
ad una periodica revisione alla fine della stagione, verificando la
rigidità dei telai dell’intero parco sdraio. Le sedi d’incastro(p)
dei traversi, passanti erano esposte all’acqua piovana, subendo
fenomeni di ritiro e rigonfiamento delle sezioni giuntate (vedi foto
17).
L’intervento di manutenzione prevedeva l’inserimento di
piccoli cunei incollati nelle tenonature(q) ripristinandosi così,
nuovamente, la perduta rigidità. Il fenomeno si accompagnava
a un generico ritiro dimensionale stabilizzato durante la stagione balneare
che, al suo termine, aveva sviluppato il massimo effetto assumendo così
un carattere perfettamente compatibile se relazionato al contesto ambientale.
Oggidì la produzione di telai avviene in specie legnose d’ottima
qualità oltre al citato e comune faggio (crudo(r)), quali ad
esempio sono il frassino, il castagno e altre latifoglie, presentando
esclusivamente nodi d’incastro ciechi(s) per la loro maggiore
protezione ed efficienza nel tempo (rif. foto 14).
I trattamenti di protezione del supporto sono svolti con impianti di
tipo flow-coating(t) per la prima applicazione d’impregnanti e
a bagno per la successiva formazione del film protettivo in resina poliuretanica.
Questi processi permettono la maggiore penetrazione delle sostanze nel
supporto e nei pertugi d’incastro, ottimizzando la protezione
agli effetti dell’eventuale entrata d’acqua dovuta a piogge
meteoriche e lavaggi d’ordinaria manutenzione.
Nella seguente tabella sono ordinate le diverse caratteristiche alle
quali riferirsi per una sommaria (ma non esaustiva) comparazione tra
i due materiali assunti nella tipologia verniciata a corpo(u) di colore
bianco.
Al riguardo sono stati adottati convenzionalmente degli indici di merito
da uno a cinque asterischi per assegnare un corrispondente valore da
minimo, ad massimo.
| VALUTAZIONI |
LEGNO
|
ALLUMINIO |
|
Coefficiente di conducibilità termica |
* |
***** |
| Colore (gradimento alla vista del supporto) |
***** |
* |
|
Peso proprio del manufatto |
**** |
*** |
| Durabilità intrinseca del manufatto |
**** |
***** |
|
Protezione del supporto (aggrappaggio
vernice) |
***** |
** |
| Deformabilità del telaio al
carico d’esercizio |
**** |
* |
|
Oneri di smaltimento |
** |
* |
| Oneri di manutenzione, pluriannuali
(vernice) |
*** |
*** |
|
Assortimenti disponibili (colori e
modelli) |
*** |
***** |
| Costo d’acquisto |
*** |
**** |
|
Accessoriabilità dei telai (al
funzionamento) |
** |
**** |
| Manovrabilità ed efficienza |
*** |
**** |
|
Costo energetico del prodotto (1) |
* |
***** |
(1) =Il rapporto tra i costi energetici dei due prodotti è
di 1/70, ovvero per ogni tonnellata di prodotto di legno è richiesto
1.000 kWh/t, contro le 70.000 kWh/t dell’alluminio.
Note:
a) Indagine di mercato del Giugno 2003.
b) Efficienza strutturale: il rapporto tra la densità
e prestazioni del materiale; bassa densità ed alte prestazioni
offrono una maggiore efficienza.
c) Bioarchitettura: la progettazione espressa nell’uso
di materiali naturali, rispettosi dell’ambiente, che quindi sfruttano
le potenzialità della natura, riducano i consumi energetici e,
in ultimo ma non ultimo, siano naturalmente smaltibili e/o riciclabili
alla fine del ciclo d’uso.
d) Bambù: una famiglia di piante, monocotiledone,
propria d’eccellenti caratteristiche meccaniche.
e) Rattan (o midollino): lo stelo sottile delle piante
del genere Calamo, utilizzate per la costruzione a trama intrecciata
di sedute e arredamenti.
f) Contratto: nella fattispecie, la commissione d’ordine
adottata nel contratto di compravendita,riportante la descrizione dell’oggetto.
g) Alterazione: tutto quanto si discosta dall’ordinarietà
di morfologia ed aspetto.
h) Specie legnose: il legno è classificato secondo una nomenclatura
scientifica che suddivide le numerosissime specie in generi e famiglie.
i) Piallatura a spessore: lavorazione di rettifica
delle facce longitudinali del segato in apposita macchina munita di
fresa.
K) Coefficiente di conducibilità termica: il
legno ha mediamente un valore inferiore a 1 W/m °C, mentre l’alluminio
è 170 W/m °C.
l) Levigatura: una delle fasi di pulitura del supporto,
preliminare ad ogni eventuale applicazione di prodotto protettivo, svolta
con apposite carte levigatrici.
m) Montanti: nel telaio poligonale, sono così
definite le componenti verticali (o assimilabili al piano teorico proponibile
allo schema geometrico).
n) Traversi: le componenti orizzontali, (o assimilabili
al piano teorico proponibile sullo schema geometrico).
o) Umidità relativa del legno: il rapporto espresso
in percentuale tra il contenuto d’acqua contenuto e il peso del
provino di legno allo stato anidro.
p) Sedi d’incastro: le asole del montante predisposte
all’inserimento del maschio di incastro sul traverso.
q) Tenonature: il nodo d’incastro come si presenta con le sagomature
a maschio e femmina montate.
r) Faggio crudo: il legno semplicemente stagionato
e predisposto alla lavorazione, proprio di una tipica colorazione chiara
biancastra.
s) Nodi ciechi: privi d’asola passante sul montante.
t) Flow-coating: processo di verniciatura industriale
che permette un’efficiente penetrazione del prodotto in tutte
le parti del manufatto.
u) Smalto a corpo: con copertura completa del supporto
e plastificazione della superficie senza soluzione di continuità.
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