In un prestigioso palazzo di fine Ottocento, l’abbinamento tra vecchi fermapersiane e nuove persiane in legno causa inaspettatamente la rottura della muratura.
Persiane in legno e attenzione ai particolari
Secondo la sentenza S.C. Cassazione Civile sez. III n° 3541 del 16/10/1976, tra i compiti del direttore dei
lavori c’è il controllo della corrispondenza dell’opera al progetto (alta sorveglianza).
Ovvero garantire che il processo edilizio risponda, alla consegna, agli elaborati del progetto planovolumetrico.

E non solo alle particolari caratteristiche funzionali o prestazionali dei numerosi componenti.
La progettazione deve quindi comprendere la definizione di tutti gli accessori e componenti necessari, che spaziano dal serramento (con numerose classi prestazionali) alla rubinetteria;
ai dispositivi d’impianto e di sicurezza, agli apparecchi di riscaldamento, piuttosto che ai materiali termoisolanti applicati nella coibentazione dell’edificio.
Tutti disponibili in una varietà di prodotti e materiali. Per questo al progettista è richiesta una particolare sensibilità e attenzione alla conoscenza dei componenti.
Perché il progetto risulti esaustivo e corrisponda alle pretese della committenza.
Questa capacità può essere acquisita solo con il lavoro di cantiere, ovvero con l’esperienza applicata.
Il cantiere è l’unico luogo dove le diverse conoscenze si mescolano per far interagire correttamente le diverse componenti edilizie.
Quindi la progettazione è una delle fasi più delicate della produzione edilizia e, se applicata in una manutenzione straordinaria o nella riqualificazione d’immobili di pregio storico o artistico, richiede un’attenta valutazione del contesto e della funzionalità finale.
Il caso delle persiane in legno
Il caso che segue riguarda un intervento di manutenzione straordinaria in un prestigioso fabbricato ottocentesco.
Con ampie finestre munite di persiane a stecca aperta che, sostituite con le nuove, non sono state dotate dei dispositivi di sospensione adeguati e degli accessori fermapersiana.
Infatti, nei vani della prestigiosa villa sono stati inseriti ingombranti termoconvettori applicati alla parete sottodavanzale
Tale collocazione rende impossibile sporgersi per sganciare i dispositivi fermapersiana manuali, già presenti all’esterno del vano finestra.
Le nuove persiane in legno, di tipo comune, erano però del 20% più pesanti rispetto alle precedenti (persiane in legno di Abete prodotte oltre trent’anni prima).

La storia dell’edificio ha un ruolo importante
I cardini (di tipo tradizionale con bandella su piastra e cardine con staffa corta) risalivano all’installazione delle prime persiane in legno.
Costruite probabilmente negli anni ’30, di comune ferro dolce, fissate a umido a malta bastarda, compromessa dal lungo periodo d’impiego.
Il peso delle nuove persiane ha indotto maggiori momenti di rotazione delle ante, causando instabilità e cedimenti della muratura delle staffe.
Inoltre l’applicazione delle bandelle sull’anta (a T e a squadro) è stata fatta in opera sui cardini preesistenti in modo impreciso (sulla sede di appoggio del perno staffato).
L’errore, per quanto micrometrico, ha causato una distribuzione irregolare del peso superando delle tensioni previste per la stabilità delle staffe nel muro.
Il danno era rappresentato dalle crepe sulla spalletta che interessavano tutte le persiane
con un danno non limitato solo alle chiusure.
È stato infatti necessario l’uso di ponteggi e di opere di assistenza muraria per la sostituzione.
Quindi oltre al progettista dei lavori, un altro soggetto che potrà essere chiamato in causa nel caso di un’azione risarcitoria è l’appaltatore.
Che è tenuto alla verifica degli aspetti funzionali di tutti i componenti circostanti all’opera e quindi anche della tenuta dei cardini.
Le persiane in legno si avvalgono degli appositi fermapersiana per il loro fissaggio in posizione aperta, impedendo ogni movimento per azione del vento.

Le carenze e le omesse verifiche sulle caratteristiche
Il progettista aveva però omesso una verifica delle caratteristiche dei cardini e dei fermapersiana presenti nel vano murario che, al momento della loro messa in funzione, hanno evidenziato ben presto le loro
carenze.
In realtà il cedimento dei cardini è stato un processo progressivo cominciato dopo la consegna delle opere,
che erano state tutte ferrate sul cantiere e che alle prime aperture apparivano normalmente funzionanti.
Solo nei mesi successivi si sono sviluppati forti danneggiamenti indotti dall’azione dinamica del
vento che agiva sulle persiane lasciate libere a causa dall’impossibilità d’uso dei dispositivi di fissaggio per l’ingombro del termoconvettore.
La società appaltatrice, preso atto dell’effettiva inadeguatezza dei dispositivi fermapersiana originari, ha provveduto con un accessorio rivelatosi poi inadeguato.
Dato che la spalletta in muratura sul quale era applicato non aveva la necessaria consistenza e durezza.
Quando la persiana in legno era sollecitata dalla spinta del vento, l’occhio del cardine diveniva il fulcro sul quale l’anta ruotava moltiplicando la forza trasmessa sulla sede d’inserzione dell’estremità della staffa a J.
Anche la successiva applicazione di boccole di metallo per consolidare la sede sulla spalletta non è stato
sufficiente a migliorare la consistenza della muratura di laterizio.
Persiane in legno, problemi in muratura!
Nel punto si andavano comunque a esercitare tensioni superiori a quelle sopportate dalla muratura.
Quindi l’intervento non è servito a fermare nella posizione d’apertura le persiane.
E la sola soluzione possibile in risoluzione è stata un’asta traversa d’acciaio che ha consentito un’agevole e funzionale fissaggio delle persiane.
L’episodio è un esempio della carenza di un’adeguata progettazione ed esecuzione delle persiane.
Che, anche in relazione alla loro grandezza e posizione, avrebbero richiesto una maggiore accuratezza nell’approvazione dei dispositivi accessori.
La persiana deve essere usata solamente con il bloccaggio in posizione aperta grazie al fermapersiana e questo deve essere facilmente raggiungibile dall’interno della finestra.
Questo preciso aspetto funzionale non poteva non essere previsto dal progettista in accordo con l’appaltatore.
È evidente che l’intero appalto risulta gravemente viziato da un difetto occulto riconducibile all’inadeguatezza delle staffe dei cardini (vetustà della muratura) e dall’impossibilità di azionare il fissaggio del le persiane.
Con effetti negativi sulla funzionalità delle ante e quindi sulla loro regolare durata.
Articolo di Alessandro Romiti – Studio Romiti Legno – Perito del Legno
