Coi “se” e coi “ma” -diceva Giuseppe Mazzini- non si farà la storia. Parliamo dei problemi di una anta in legno, e il caso narrato è un’eccezione alla regola.

anta in legno in bagno e messa in sicurezza con sistemi di blocco - romiti legno

Perché l’innocente bambina protagonista non avrebbe forse sopravvissuto all’incidente “se” l’anta in legno della finestra del bagno (apertura oscillo/battente) cadendo libera non avesse incontrato il lavabo.

L’evento certamente accidentale è dovuto a un incomprensibile guasto del sistema finestra-meccanismi,
ancor oggi sconosciuto ancorché sotto inchiesta.

anta in legno in bagno e messa in sicurezza con sistemi di blocco - romiti legno

La presente nota divulgativa non intende assumere posizioni di merito indicando responsabilità, omissioni o inadempienze per le quali provvederà probabilmente la magistratura competente con un’apposita inchiesta;

disposta dalla Procura della Repubblica su segnalazione dei medici del dipartimento d’urgenza dell’ospedale, ovvero l’apertura di un fascicolo d’Ufficio contro ignoti per il reato di lesioni colpose.

L’anta in legno e un recondito pericolo per la bimba

La piccola di appena due anni, si era recata nel bagno in cui si trova l’anta in legno della finestra con la madre per il solito rituale bagnetto ma, un pericolo in agguato la colpirà lasciandole una lesione permanente con l’amputazione della falange di un ditino della mano destra.

anta in legno e sistemi di blocco per la sicurezza - romiti legno

La mamma, dopo aver manovrato l’anta in legno in posizione a bocca di lupo aveva aperto il rubinetto per anticipare l’arrivo dell’acqua calda e, con usuale disinvoltura e spontaneità, si era rivolta al mobile contenitore sul lato opposto della finestra per prendere qualche sapone.

L’operazione è stata condotta nell’assoluta spensieratezza offerta dal contesto del bagno di casa propria dove l’intimità e la sicurezza sono certe per chiunque, sussistendo tutte le condizioni di protezione passiva dovute al contesto ambientale, peculiarmente riservato, personale.


L’apertura dell’anta in legno è stata condotta con la solita modalità degli ultimi cinque anni;

Nessun problema simile in passato

la giovane coppia di genitori non aveva mai registrato anomalie riferibili alle condizioni di funzionamento o
manovra del serramento nel bagno di casa.

Nell’immediatezza dei due secondi successivi alla rotazione dell’anta, si sono verificati i seguenti eventi, cronologicamente ordinati, che hanno causato la lesione della piccola mano.

La mamma ha aperto l’anta e subito si è rivolta in direzione opposta alla finestra, mancando di comprendere l’evento successivo della caduta, non preavvisato;

la piccola si era già sporta e agganciata con le sue manine al lavabo per osservare l’acqua corrente, scrosciante con il solito curioso gorgoglio.

Chiunque potrà immaginarsi come ogni bambino s’avvicini all’acqua con curiosità, soprattutto se è con la propria madre nel bagno di casa;

l’anta ha ceduto avviandosi in un repentino e tuttora incompreso movimento di rotazione, senza nessun freno o rallentamento, fino a sbattere contro il bordo del lavabo;

Montante del telaio in legno e curvatura del lavabo: una combinazione molto sfortunata per la povera bimba

il montante sinistro del telaio mobile urtava il lavabo nel punto esatto in cui la piccola aveva messo la manina destra, provocando delle lesioni permanenti, e il bordo stondato in porcellana è diventato una sorta d’incudine sulla quale è andato a colpire il montante dell’anta, come fosse un grosso martello.

Integri restavano, il telaio, il lavabo e il vetro. Usando il principio del “se” e del “ma” osserveremo come il bicchiere possa dirsi per metà pieno: “se” l’anta non incontrava il lavabo – scaricando così una gran parte della sua energia –

“ma” avesse altresì incontrato la testa della nostra piccola amica, possiamo immaginare quali assai peggiori danni avrebbe potuto produrre.

L’incontro con la famiglia della piccola è stato un’autentica lezione di vita ricordando le più drammatiche cronache di tutti i giorni, dove piccoli cuccioli d’uomo sono vittime di gravi incidenti per incuria e colpa dei grandi: basta citare incidenti avvenuti su terrazze, cancelli, automobili, barche, motorette.

Questa volta, proprio non è possibile riconoscere e contestare qualche distrazione o mancanza da parte della mamma che, sempre sbalordita per la vicenda, si rammarica d’averla vissuta in modo pienamente passivo, relegandola alla sfera degli eventi incontrollabili dovuti alla fatalità.

Tutto sommato, pericolo scampato

La famiglia ha registrato in piena serenità lo scampato pericolo e ha saggiamente messo da parte ogni intento di rivendicazione per l’incidente (tale deve essere al momento considerato) compiacendosi per la sostanziale integrità fisica della piccola, comunque spaventata per l’incomprensibile punizione subita.

Il caso è degno d’una citazione nel guinness dei primati, fatto che il manufatto serramento non ha pesantezza e dimensioni tali da risultare significativo agli effetti dello sviluppo di fenomeni d’usura.

Tali fenomeni possono avere indotto condizioni d’affaticamento (con lesioni microstrutturali) nelle giunzioni e nei perni dei dispositivi d’apertura, fabbricati da una società leader conosciuta e apprezzata ovunque per la buona qualità della sua produzione.


I dispositivi di funzionamento del sistema anta-ribalta sono altresì provvisti d’uno spillo di sicurezza
connesso all’apposita asta, preposta al bloccaggio dell’anta impedendone così la caduta.

L’attività peritale dell’Autorità giudiziaria

Non potrà prescindere dalla verifica del corretto assetto morfologico del componente accessorio, assunto che la tipologia di prodotto è sottoposta agli standard previsti dalla normativa sul controllo di qualità ISO 9000.

Come in un precedente caso d’accidentale caduta d’un portone (“Il portone col …bruco” S&F n° 82), sono state sono esaminate tutte le manovre doviziosamente descritte dalla mamma che hanno dato luogo allo sciagurato incidente.

Senza che, si badi bene, nessuno voglia imputare alla manovra d’apertura la causa dell’evento.

I periti chiamati per risolvere l’enigma devono procedere con metodo, considerando dovutamente che il manufatto serramento è in opera da oltre cinque anni e per questo debbono lavorare su diversi aspetti, verificando con attenzione:

Fattori endogeni per la valutazione dell’anta in legno

L’intero sistema telaio-battuta dispositivo (ovvero l’insieme dei componenti lignei dei telai e degli accessori metallici del meccanismo).

Per esempio: inadeguatezza delle sezioni dei componenti, tensioni indotte da deformazioni del legno, presenza di nodi o alterazioni occulte (fibratura eccezionalmente anomala nel punto di inserzione dei componenti), vizi occulti d’integrità degli accessori metallici.

Sono state svolte analoghe valutazioni comparative su un’altra finestra, dislocata nella medesima unità, verosimilmente provvista d’accessori metallici provenienti dalla fornitura originaria di prodotto.

Fattori esogeni

La correttezza dell’attività del proprietario-conduttore, riferibile al periodo di giacenza, e al contesto
d’uso del manufatto e all’eventuale carenza di manutenzione nel periodo.

Per esempio: fenomeni d’usura sulle componenti dovuta alla presenza di corpi estranei, mancanza di lubrificazione e/o anomalo uso di viti non idonee al tipo di fissaggio.

Eventi violenti o subdoli, ovvero azioni meccaniche gravate sul sistema ma non riconducibili alla diretta responsabilità del conduttore.

Per esempio: assetto “storico” d’installazione, danneggiamenti dati da una caduta sull’infisso d’oggetti estranei, fenomeni dovuti a “correnti galvaniche” (peraltro non trasmissibili dal legno) ed eventuali condizioni sussistenti possibilmente coordinate all’eccezionalità dell’evento.


Al momento non è possibile conoscere l’esito della delicata attività peritale, alla quale la famiglia partecipa con un proprio CTP per garantirsi di fronte a eventuali inadeguatezze che potrebbero addebitare delle responsabilità a carico del capo-famiglia.

La disciplina del “Giusto processo” prevede infatti la possibilità che il soggetto indagato partecipi alle indagini del perito incaricato dall’Autorità Giudiziaria (CTU), avvalendosi d’un proprio tecnico di fiducia (CTP).

In questo frangente si potrà ben riconoscere la naturale e comprensibile apprensione dei giovani genitori che, qualora vedessero concluse le indagini con l’accertamento d’una qualunque deficienza nelle opere di manutenzione.

Potrebbero in qualità di soggetti conduttori/ proprietari, vedersi rinviati a giudizio e, di conseguenza, essere potenzialmente condannati come responsabili per un comportamento colposo, comunque sofferto emotivamente e fisicamente dalla loro piccola. In una battuta: dura lex, sed lex!

Articolo di Alessandro Romiti – Studio Romiti Legno – Perito del Legno

www.romitilegno.it

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