I segati di questo articolo recuperano una vecchia storia e un insegnamento di vita.

A Firenze, dietro al Duomo, c’è ancora un canto intitolato ai “Bischeri”.

Una famiglia che, nell’anno Mille, si ostinò a non cedere il terreno dove si voleva costruire quella che poi diventerà una delle più visitate cattedrali al mondo: il duomo di S. Maria del Fiore.

Essi persero la casa, il terreno e la proprietà in un incendio doloso, mentre la cattedrale prese solidamente forma, come oggi la ammiriamo nella sua maestosità e bellezza.

Da questa antica famiglia fiorentina il nome “bischero” è stato assegnato a tutti coloro che non sapevano fare il loro interesse.

L’artigiano che si è rivolto al Giudice competente per dirimere la lite non voleva certamente essere ricordato con lo stesso pseudonimo e quindi ha agito per la tutela della sua onorabilità.

O, come si suol dire, per una “questione di principio”.

Una lite sui segati del legno: forniture di legname affidabili

Bisogna precisare, per una maggiore comprensione della lite, che in questo caso la società chiamata in causa è una solida realtà conosciuta per le forniture di legname.

E che i suoi rapporti con il piccolo artigiano, anche se certamente non voluminosi, sono stati regolari e costanti nella tipica corrispondenza di consumi di una modesta realtà d’impresa con tre addetti oltre il titolare.

Quindi il rapporto corrente fra le parti era tale da autorizzare il più grande fornitore a una
disponibilità incondizionata, a prescindere dall’eventuale correlazione di causa.

Che, nel caso, era stata attribuita al falegname (in seguito indicato con il termine Nostro).

Poiché aveva dimostrato una certa imperizia nel conservare in idonee condizioni la merce, i segati appunto della causa, esponendola alle intemperie in modo certamente particolare.

Il fatto: la ditta, la fornitura, i segati

Assortimento di abete e quantità di segati ordinati

L’abete d’assortimento III-IV era stato ordinato in quantità di dodici metri cubi (tre pacchi) come altre volte e consegnato col mezzo pesante attrezzato di autogru, scaricando i pacchi direttamente sotto la tettoia predisposta in esterno, sul piazzale.


Nel laboratorio la quantità disponibile era sufficiente a permettere la produzione immediatamente corrente, ma il Nostro – previdente quanto permaloso – è da sempre solito conservare
il legno in deposito.

Almeno quindici giorni prima di qualunque lavorazione, rispettando così l’antica regola che i falegnami
si trasmettono di generazione in generazione.

Tradizione vuole il materiale equilibrato a normali condizioni ambientali (ovvero quelle del laboratorio) prima della lavorazione.

I tre pacchi sono quindi stati ritirati ai primi del mese di Novembre del 2004 e così collocati.

Due sotto la tettoia e l’altro in laboratorio, pronto per la lavorazione.

Al momento della consegna il materiale è composto in segati refilati e reggettati al fine di
consentire la migliore trasportabilità.

Così che nessuno si è preoccupato, come avviene di solito, di verificare l’integrità degli elementi contenuti all’interno.

Questi, per un volume di un metro cubo circa, risulteranno altresì inutilizzabili.

Maricume, volumi degradati e tavole rovinate anche all’interno

Perché gravemente degradati da un fenomeno di marciume, assolutamente grave e diffuso anche all’interno delle stesse tavole.

Al momento dell’apertura delle reggette, il Nostro ha trovato diffusi processi di carie che rendevano praticamente inutilizzabile una parte della merce, per un controvalore di soli 280 euro.

Questo, comunque, non è il motivo scatenante per il quale si è visto costretto ad avviare
un’azione legale, volta al recupero del danno subìto.

La contestazione della merce e dei segati in particolare

La contestazione è stata fatta in termini tempestivi dalla scoperta del vizio (palese od occulto?), ma non dalla data di consegna, ormai superata da oltre un mese.

Il pacco danneggiato da un evidente processo di carie soffice era ancora integro delle reggette e nessuno aveva avuto modo di costatare l’alterazione.

Che interessava oltre un quarto del volume, ma non era visibile in nessuno dei segati posti in esterno tutti allineati e coperti, ben integri grazie all’esposizione all’aria.

Al momento della comunicazione del difetto, la responsabile del servizio amministrativo della società fornitrice aveva preso nota.

Segati venduti: mancanza di controllo qualità?

Impegnandosi all’attivazione del preposto al controllo qualità della merce venduta.

L’interessamento di questo ultimo è stato poi sollecitato dal Nostro per un ritardo giudicato
strumentale.

Cioè tale da indurre un ulteriore sviluppo di quel degrado, per riconoscerlo poi come un difetto non originario del materiale.

Si aggrava il fenomeno, si perde e si compromette la partita di legni

Col passare dei giorni è stato impossibile impedire l’aggravarsi del fenomeno, la compromissione della partita e la perdita dell’integrità originale del pacco.


È infatti noto come l’integrità della prova sia fondamentale in diritto per l’affermazione di una presunta responsabilità.

Infatti, come attestato anche dalla massima latina “In dubio pro reo”, qualora insorga una lite, cosa fare?

Qui ricorrono tutti i presupposti per stimare l’azione giudiziale (che in questo caso è stata
esercitata).

Nel caso di una carenza della prova della responsabilità, il presunto responsabile (qui il fornitore), non potrà essere condannato al risarcimento del danno.

Il tardivo intervento del responsabile della qualità della società fornitrice non eluse l’invio anticipato di fotografie digitali, una denuncia e un’evidenza tangibile del danno.

Queste immagini elettroniche attestavano la piena buona fede del Nostro nell’accertare l’evento registrato, subìto a sua insaputa e certamente in maniera incolpevole.

L’obiezione: il danno si è sviluppato successivamente alla consegna

Grosse furono quindi la sorpresa e la delusione quando il Nostro si sentì obbiettare che il
fenomeno registrato era tale da potersi ritenere sviluppato successivamente alla consegna.

All’insaputa di tutti, risultando acclarato che il difetto era palese e quindi sarebbe stato da
contestare subito e non dopo trenta giorni.

Il Nostro affermava che non era infatti possibile conoscere il contenuto del pacco e assicurava che esso era stato conservato giacente sotto la tettoia in lamiera.

Certamente precaria, ma impermeabile all’acqua piovana che si era abbattuta in quantità nel periodo
dopo la consegna.

Perse quindi le “staffe” quando riconobbe la malcelata intenzione di raggirarlo.

Di fronte al sospetto di raggiro, le parti litigano furiosamente

Il ritardo di dieci giorni del sopralluogo sollecitato e la circostanza attestata dalle immagini digitali nel momento della prima comunicazione erano tali da testimoniare chiaramente l’evidenza.

Nessuna giustificazione era ammissibile per omettere il risarcimento delle poche centinaia di euro di danno ai segati in questione nella fornitura di legno.

L’azione risarcitoria giudiziale

Il Nostro, dopo aver ricevuto il parere di un tecnico di settore, doveva superare i seguenti problemi di tipo eminentemente procedurale:

-Ratificare lo “stato dei luoghi” ovvero la qualità della fornitura e i suoi eventuali vizi nel modo più tempestivo possibile.

-Avviare un’azione risarcitoria presso il Giudice di Pace competente nonostante il modesto
importo della pratica.


-Attivare la redazione di una perizia giurata di parte.

Che fosse idonea a “congelare” l’evento registrato in esito all’apertura del pacco.

Certamente interrotto dalla ventilazione e asciugatura dell’umidità e dalla cessazione dei processi di marcescenza.


-Anticipare un adeguato fondo spese per l’istruttoria sopra specificata che, tra ufficio legale e
consulente tecnico di parte assommava oltre otto volte la stima del danno complessivo.

Azione giudiziale smisurata nei costi rispetto al valore dei segati rovinati nella fornitura

Tanto non bastò a ricondurlo alla ragione e alla rinuncia della sproporzionata azione giudiziale.

Alla quale non intese sottrarsi, ben consapevole che la controparte fornitrice del materiale non
poteva “non sapere” che il pacco era già danneggiato fin dal momento della consegna.

Ciò gli era noto e confermato da due elementi oggettivi, evidentemente non ritenuti interessanti
alle ragioni della fornitrice:

1) la quantità: ovvero il volume complessivo di segati interessato dal fenomeno di marciume, ben avviato anche all’interno delle tavole e quindi sviluppato in una grandezza di oltre un quarto del volume;


2) la qualità: ovvero la consistenza del processo, rappresentata anche dallo sviluppo di veri e propri apparati vegetali complessi.

Organizzati in ramificazioni che non avrebbero ragionevolmente potuto svilupparsi in meno di trenta giorni.

Nello stato di conservazione accertato, vista anche la temperatura autunnale;

3) la consapevolezza della protezione che era stata assicurata al pacco, opportunamente protetto dalla tettoia del proprio piazzale.

La controversia sui segati: parola al giudice e per ora nessun pronostico.

La controversia è al momento incardinata all’ufficio del Giudice competente e non è possibile
nessun pronostico.

Vista la relatività del profilo di merito indotta da una serie d’eventi, non ultimo l’assolvimento (corretto o meno) dell’onus probandi da parte del Nostro.

E, la tempestività della dimostrazione di aver effettuato la denuncia del difetto nei termini previsti dalla legge.

Che, ricordiamo, è diversa per i difetti di tipo palese od occulto.

L’unica cosa certa, al momento, è la scomparsa della ragione sociale del falegname dal registro delle fatture di vendita della società fornitrice.

Alla quale il “bischero” non si rivolgerà più per nessuna ragione!

INSERTO LEGNO

Le carie del legno (in riferimento all’articolo pubblicato sulla rovinosità dei segati e le responsabilità del fornitore e della conservazione).

Il ricorrere di particolari condizioni igrotermiche del legno, con umidità relativa compresa nell’intervallo tra il 20% e 45% e temperatura tra i 20° e 30° C.

Permette il verificarsi delle condizioni ottimali per lo sviluppo di un agente degradante.

I funghi, che, in funzione dell’attività biologica sviluppata nel materiale, si riconoscono in:


Le fotografie che seguono ben presentano un evidente fenomeno di carie del legno.

Fenomeni di marcescenza funghi lignivori e funghi cromogeni

Ovvero un chiaro fenomeno di marcescenza dei componenti portato avanti dai funghi lignivori.

Questi si nutrono prevalentemente delle due principali sostanze costituenti le pareti legnose: la lignina e la cellulosa.

È ben intuibile come l’azione dei funghi lignivori sia, in qualunque manufatto complesso, certamente pericolosa.

A causa della rapida perdita di resistenza meccanica del legno, che, quando interessa le strutture portanti di un fabbricato deve essere considerata per la sua gravità.

Componente lignina e cellulola.


In questi casi è intaccata la parete cellulare nei suoi componenti, lignina e cellulosa, con un progressivo scadimento della massa volumica e delle caratteristiche meccaniche del legno.

Dal punto di vista tecnologico, sono noti differenti tipi di carie, distinti in carie dura (bruna o bianca) o molle in relazione al fatto che il legno attaccato riesca ancora a tenere il chiodo:


1) Carie bruna: tutte le specie legnose possono essere interessate da questo tipo d’alterazione, causata da funghi del genere Poliporus, (latifoglie), Poria e Trametes (conifere).

L’azione enzimatica del fungo porta all’idrolisi della cellulosa, i tessuti assumono un aspetto fortemente screpolato, a “cubetti”, e una consistenza burrosa.

I tipi di carie del legno


2) Carie bianca: attacca in prevalenze le latifoglie, viene idrolizzata in prevalenza la lignina, il legno assume un aspetto spugnoso, biancastro e polverulento, ma privo di fessurazioni.


3) Carie soffice: viene causata da funghi imperfetti, Deuteromiceti e Ascomiceti, soprattutto in condizioni d’elevata umidità. Il legno si presenta soffice e scuro quando è bagnato e fortemente fessurato allo stato secco.


Di importanza minore sono invece i funghi cromogeni, che inducono alterazioni del solo colore del supporto legnoso, senza però ridurre le caratteristiche di resistenza meccanica del componente attaccato.

La grande disponibilità delle sostanze amidacee e zuccherine, contenute nell’alburno, e la grande quantità di lignina e sostanze estrattive permettono a questa parte di materiale (per questo spesso declassata a qualità scadente) di essere colpito nell’intero suo spessore senza però interessare la parte dura del tronco (xilema o durame).

Le differenze tra funghi del legno, in sintesi.

I funghi cromogeni, a differenza di quelli lignivori, non intaccano le pareti cellulari, perché traggono nutrimento soltanto dagli amidi e zuccheri.

Ciò limita la loro azione al solo processo di degrado estetico, non modificando le caratteristiche meccaniche del materiale.

Questa peculiare colorazione grigio-azzurra ne ha designato la denominazione di funghi dell’azzurramento e li rende facilmente riconoscibili sulle parti alburnate di specie legnose conifere abbattute recentemente.

Appendice a i segati, problematiche di natura conservativa a fronte della fornitura.

Articolo di Alessandro Romiti – Studio Romiti Legno – Perito del Legno

www.romitilegno.it

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