Il castagno: le qualità del legno e la sua versatilità. Ma attenzione alle proprietà tecnologiche!

Il Castagno, uno dei più versatili legnami presenti sul continente europeo, presenta proprietà tecnologiche ed estetiche assai interessanti.

Questa specie legnosa, grazie alla sua durabilità, è certamente idoneo per la costruzione di serramenti.

A condizione però che si rispettino alcune prescrizioni di contenuto tecnologico peculiari della specie e relazionate al suo impiego.

L’Architetto, già direttore dei lavori, era visibilmente imbarazzato al momento del sopralluogo.

L’evento contestato dal cliente (proprietario di una prestigiosa villa sulla costa veneta), sembrava essere stato rappresentato prima della produzione.

Il castagno è una specie legnosa ricca di estrattivi (tannini) che, per la loro natura idrofila, sono facilmente soggetti a migrare e/o affiorare sulla superficie del supporto.

Per quanto trattato e protetto con resine sintetiche a copertura totale.

Il castagno e la quantità di tannini presenti nel legno è fortemente variabile in relazione a diversi fattori.

Principalmente riferibili alla specie legnosa, l’areale di provenienza e l’età della pianta.

difetti del legno castagno Romiti Perito del Legno

Il “morto era nella bara” fatto che i serramenti laccati erano vistosamente macchiati da diffuse colorazioni marroni chiare, distribuite disordinatamente ma presenti in modo coordinato al disegno della venatura del legno.

Tale evidenza accompagnava con determinazione il committente nella sua contestazione.

Fatto che egli non immaginava che il fenomeno dei deprecati “estrattivi” del castagno avrebbe così gravemente alterato l’aspetto dei suoi nuovi serramenti, installati in opera da soli cinque mesi.

Egli aveva espressamente richiesto tale specie legnosa, ponendola in capitolato delle opere come un requisito tecnico fondamentale connotativo della qualità dei componenti edilizi.

Già preesistenti in una parte della villa – per la loro tipologia, anche in relazione al legno.

Il castagno, una specie legnosa molto durabile ideale per la costruzione di serramenti

Il Castagno è una specie legnosa, molto durabile e questo requisito lo rende certamente ideale per la costruzione di serramenti.

A condizione però che si rispettino alcune prescrizioni di contenuto tecnologico peculiari della specie
e così correlate all’impiego, tale da avere valenza fortemente tradizionale.

La blanda azione biocida dei tannini è forse vantaggiosa.

Implica altresì di non procedere alla verniciatura dei manufatti con vernici chiare e maggiormente a base d’acqua, come nella fattispecie era accaduto.

Queste infatti nella fase iniziale dell’applicazione, sono emulsioni di resine sintetiche in acqua.

Che, grazie al procedimento fisico della coalescenza, costituiranno il film protettivo.

Apprezzato soprattutto per le sue eccellenti capacità traspiranti utili alla più efficiente equilibratura igroscopica del materiale nel suo esercizio.

castagno rovinato - cosa fare - Romiti Perito Legno

Tannini, acqua e substrato legnoso: cosa c’è da sapere.

Nella parte preliminare dell’applicazione, l’acqua utilizzata per veicolare le resine sul supporto, induce un risolvimento dei tannini (idrofili).

I quali tendono parzialmente a migrare alla superficie presentandosi consistentemente dopo un breve periodo di latenza nel substrato legnoso.

Il difetto contestato con sicura cautela, anche per la presenza del progettista, era certaamente di tipo occulto in quanto assente al momento della consegna dei manufatti.


Peraltro ottimamente realizzati in piena soddisfazione dei requisiti funzionali previsti dal progetto.

L’alterazione della superficie era tale da pregiudicare certamente la qualità del lavoro, fatto che il
“bianco avorio” scelto e gradito per la finitura dei serramenti non era certamente più tale.

Estendendosi su tutte le superfici dei telai (praticamente nessuno escluso).

Queste persistenti macchie di colore marrone chiaro erano curiosamente distribuite in modo non
omogeneo ma ben definito.

Coordinato alle linee del disegno dovuto alla direzione di taglio, evidenziandone la venatura del legno ben marcata nel castagno per il caratteristico anello poroso.

Il responsabile dell’impresa per sdrammatizzare l’evento osservò come l’aspetto dei serramenti ricordava alcuni vecchi sistemi di patinatura che simulavano le belle fiammature del legno.

Questo non confortò il committente, non essendo certo nell’intento di progetto l’esito raggiunto.

La contestazione restò integra in attesa di una sessione peritale.

Disposta dal Presidente del Tribunale competente che provvedesse ad accertare con una relazione di A.T.P. (Accertamento Tecnico Preventivo) la condizione dei manufatti, l’eventuale presenza dei vizi e la correlazione di causa degli stessi.

Il Perito, Il consulente tecnico di ufficio CTU e il difetto su cui indagare

Il parere del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) non tardò ad arrivare, fatta certa l’evidenza del difetto e la letteratura tecnica sulla materia, appositamente prodotta dal CTP (Consulente Tecnico di Parte) della falegnameria.

Essa permise – all’ausiliario del Giudice di ratificare ben solennemente il preciso nesso causale, ovvero la diffusa “migrazione” di tannino sulla superficie del legno dei serramenti.

Andiamo ai fatti nella questione del castagno contestato

L’appaltatore aveva conoscenza che il tannino presente nel legno avrebbe potuto “affiorare” sulla finitura.

Ma, evidentemente, questo rischio non è stato influente per la scelta finale.

Inutile e inadeguata è stata anche la cautela assunta nell’applicare due mani di fondo di preparazione al serramento.

La definizione del progetto era stata ben curata dal progettista alla presenza di collaboratori, del committente e di un tecnico della società appaltatrice.

Questo fatto non sarà secondario agli effetti della risoluzione della controversia, ponendosi come un
evento sostanziato così dall’appaltatore e consapevolmente ricevuto dal committente.

Pertanto, nella definizione e accettazione di tale finitura sul particolare supporto, il committente aveva ricevuto una specifica del risultato.


Questa circostanza non era stata debitamente trascritta in una dichiarazione privata (sempre proponibile a latere del contratto d’appalto).

Risultava un fatto circoscritto nel tempo e documentato da testimoni per l’efficacia della diffida prestata.

La contestazione espressa dal committente parlava determinatamente di vizio occulto, senza risparmiare termini nell’attribuzione di una responsabilità piena.

Direttamente riferibile ai processi di lavorazione effettuati dall’impresa appaltatrice.

La controversia sul castagno verso una risoluzione stragiudiziale

Gli uffici legali delle parti non sono stati chiamati in causa ed è certamente per questo motivo che esse hanno potuto avviare un tentativo di conciliazione autodeterminato che ha sortito l’effetto sperato.

Ovvero la risoluzione “stragiudiziale” della controversia, sottoposta a due sole sessioni col conciliatore della CCIAA competente in 75 giorni di tempo.

Sì avete letto bene, solo 75 giorni di tempo dalla contestazione) e una spesa di soli 480,00 euro per ciascuna parte.

Gli obblighi contrattuali dell’appaltatore sono risultati assolti (almeno sostanzialmente) e questo ha permesso di sostenerlo nella fase della conciliazione.

Apparentemente compromessa dall’evidenza del difetto insito nella constestazione di origine del castagno, certamente occulto e correlabile ai processi di produzione.

Essi sono:
1) L’obbligo di riferirsi direttamente al committente, non essendo il D.LL.9 titolare di una qualsiasi autonomia contrattuale.

Ricercandone la corrispondenza alla specificazione e approvazione d’eventuali variazioni o integrazioni dell’originale contratto (quale si presentava essere quella della fattispecie).

2) Ricercare e ottenere l’autorizzazione con deroga esplicita (nella fattispecie solo verbale) all’esecuzione di processi di lavorazione.

Che non sono riconoscibili come corrispondenti al rispetto dello “Stato dell’Arte”10 sulla materia.

Le due circostanze sopra scritte non sono state sufficienti al raggiungimento di una transazione.

Poi individuata e proposta dal conciliatore e raggiunta dalle parti in piena soddisfazione, con la stesura di un verbale di conciliazione.

La conciliazione sul contenzioso del castagno

Così come nei matrimoni,

il procedimento di “conciliazione” – esperibile presso tutte le CCIAA – presuppone la volontà delle parti di conoscere, valutare e assumere un accordo che risulta vantaggioso e conveniente per entrambe.

In questo, mi piace dare pienamente atto al committente per aver mantenuto un comportamento intelligente.

Espressione di sicura autonomia decisionale, priva di pregiudizi o intenti pretestuosi e distintivi d’un atteggiamento positivo che ha consentito il superamento della controversia.

Senza ulteriori strascichi giudiziari, lungaggini forieri di stress e di sicuri dispendi di denaro.

Verso una risoluzione del caso specifico sul castagno

Le sessioni tenute sulla vertenza sono state due, esclusivamente presso la sede dello sportello camerale adito.

Ciò grazie alla corretta definizione del problema che dal punto di vista della consistenza
quantitativa e qualitativa non aveva più nessun segreto per il tecnico conciliatore UNIONCAMERE.

Il dispositivo d’accoglimento della conciliazione si potrà così riepilogare:

1) La parte appaltatrice dei serramenti, s’impegna ad una supplementare appli￾cazione di smalti coprenti, in due mani.

Previa una campionatura preliminare utile a verificare la correttezza della proposta per la
definitiva eliminazione del difetto.


2) La parte committente, s’impegna a corrispondere una quota del 30% del costo di ripristino della superficie, comunque definita in sede di transazione con una tariffa unitaria espressa per
metro quadrato di serramento.

La parte rinuncia a qualunque indennità o rimborso per costi direttamente o indirettamente riferibili al periodo di tempo utile per lo svolgimento dei lavori.

Da farsi in un periodo dell’anno definito. Allo scopo rilascia debita liberatoria, alla rinuncia di richiesta di indennità.


3) I costi di consulenza tecnica di parte e di accesso allo sportello di conciliazione si compensano reciprocamente.

La vicenda è sintomatica di come, con un poco di buon senso e buona volontà si possa arrivare al superamento delle controversie commerciali avvalendosi di nuovi istituti di giustizia “privata”.

Che sono erogati dagli sportelli di conciliazione e arbitrato delle CCIAA della rete UNIONCAMERE del paese.

Articolo di Alessandro Romiti – Studio Romiti Legno – Perito del Legno

www.romitilegno.it

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